Giochi da tavolo
-Gli scacchi
Gli scacchi sono un gioco da tavolo di strategia che vede opposti due avversari. È un gioco di pura abilità e anche uno dei più profondi e complessi in assoluto. Gli scacchi si giocano su un tavolo quadrato diviso in 64 case (scacchiera), organizzato in 8 righe (dette traverse) ed 8 colonne: le traverse sono numerate da 1 (traversa base dei pezzi bianchi) a 8 (traversa base dei pezzi neri), mentre le colonne sono contraddistinte dalle lettere dell'alfabeto da 'a' a 'h'. La scacchiera deve essere orientata in modo che la casella nell'angolo in basso a destra di ciascun giocatore sia bianca.
Su questa scacchiera si muovono 16 pezzi bianchi e 16 pezzi neri. Le scacchiere ed i pezzi possono essere in legno, o plastica, esistono anche scacchiere artistiche (con pezzi) in vetro, pietra, cuoio o metallo, usate, più che altro, come oggetti decorativi. La stessa scacchiera può essere usata per giocare a dama. Esistono anche versioni da viaggio che si piegano per formare una scatola che contiene i pezzi da gioco.
Esistono diverse varianti del gioco degli scacchi. Le più popolari sono xiangqi (Cina) e shogi (Giappone). Ambedue, però, hanno le stesse radici storiche degli scacchi.
Indice [nascondi]
1 I pezzi sulla scacchiera
2 Scopo del gioco e relativo regolamento
3 Fasi del gioco
4 Strategia
4.1 Il controllo del centro
4.2 Posizioni aperte e chiuse
5 Tattica
5.1 Forchetta
5.2 Sovraccarico
5.3 Inchiodatura
5.4 Scalzamento
5.5 Attacco di scoperta
6 Storia
6.1 La leggenda, le origini e l'evoluzione del gioco
6.2 Gli scacchi in Italia
6.3 I grandi campioni
6.4 Partite uomo-computer
7 Curiosità
8 Voci correlate
9 Bibliografia
10 Altri progetti
11 Collegamenti esterni
[modifica] I pezzi sulla scacchiera
posizione dei pezzi all'inizio di una partita
All'inizio del gioco la scacchiera viene disposta in modo che la casella bianca della prima riga sia a destra. La regina occuperà la posizione centrale del suo stesso colore (regina bianca su casella bianca, regina nera su casella nera). Ogni giocatore ha a disposizione un insieme di 16 pezzi. Ogni insieme consiste di sei tipi diversi di pezzi. I due insiemi di pezzi sono colorati in bianco (insieme 1) e in nero (insieme 2). Si riconosce dunque il giocatore "bianco" e "nero". Il giocatore "bianco" ha il diritto di muovere per primo.
I pezzi sono (in ordine di importanza crescente):
Pedone (n° pezzi = 8)
Cavallo (n° pezzi = 2)
Alfiere (n° pezzi = 2)
Torre (n° pezzi = 2)
Donna (n° pezzi = 1)
Re (n° pezzi = 1)
Il Cavallo e l'Alfiere si dicono "pezzi minori" mentre la Torre è "pezzo maggiore" assieme alla Regina. Ad ogni pezzo viene attribuito convenzionalmente un determinato punteggio utile per valutare gli scambi dei pezzi durante la partita.
[modifica] Scopo del gioco e relativo regolamento
Lo scopo degli scacchi consiste nel dare "scacco matto" al re avversario; si ha "scacco matto" quando il Re, trovandosi sotto la minaccia diretta dei pezzi avversari, non ha la possibilità di sottrarsi ad essa (cioè sarebbe sicuramente catturato alla mossa successiva, se non si trattasse del Re). L'espressione "scacco matto" deriva dal persiano "Shah Matà", che vuol dire "il re è morto". Lo "scacco" invece è l'attacco (evitabile) che un pezzo avversario porta al Re. Non è obbligatorio che sia annunciata verbalmente, ma l'avversario non può eseguire alcuna mossa che metta o lasci il proprio re sotto "scacco". La partita può terminare anche per abbandono da parte di un contendente, ovviamente con la vittoria dell'altro. Il gioco termina in parità (patta) nei seguenti casi:
se restano sulla scacchiera soltanto i due re;
se il giocatore a cui tocca il tratto (mossa di uno dei due contendenti) non è in grado di spostare alcun pezzo o comunque se la situazione è tale per cui nessuno dei due giocatori può dare scaccomatto all'altro.
se il giocatore a cui tocca muovere non può muovere alcun pezzo, ma il suo re non è sotto scacco (stallo).
se per cinquanta mosse consecutive (cinquanta mosse per ciascun giocatore) non viene catturato alcun pezzo e non viene mosso nessun pedone.
se la posizione si ripete identica per tre volte (anche non consecutive) durante la partita.
se uno dei due giocatori propone la patta e l'altro accetta.
Non è permesso muovere un pezzo in una casa occupata da un pezzo dello stesso colore, né è permesso muovere il re (o farlo "passare", nella mossa di arrocco) in o per una casa controllata da un pezzo avversario. Se un pezzo viene spostato in una casa occupata da un pezzo avversario, quest’ultimo viene catturato e tolto dalla scacchiera come parte della stessa mossa. Si dice che un pezzo attacca una casa se il pezzo può effettuare un presa in quella casa. Inoltre chi tocca un pezzo quando tocca a lui muovere, è obbligato a muovere quel pezzo (se può compiere una mossa valida).
Queste, insieme alle regole di movimento dei pezzi riportate nelle rispettive pagine, sono le regole principali del gioco: una descrizione completa e accurata delle regole degli scacchi, completa di regole da torneo, si può trovare nel Regolamento FIDE ufficiale.
[modifica] Fasi del gioco
Ogni partita a scacchi segue una propria storia, dettata dalle capacità e dalle abitudini dei giocatori: comunque, in generale, le prime fasi sono dedicate a sviluppare i pezzi, cioè a collocare i propri pezzi sulla scacchiera in modo attivo (apertura della partita). Solitamente i pezzi leggeri (cavalli e alfieri), essendo i più adatti a muoversi in una scacchiera molto affollata, sono i primi ad essere sviluppati. Successivamente si sviluppano i pezzi pesanti, cioè torri e regina. La forza di questi ultimi si rivela soprattutto quando alcuni pezzi vengono catturati. La loro forza in particolare consiste nel fatto che possono dare il matto con l'aiuto del solo re (i finali tipo re e torre contro re, re e regina contro re sono teoricamente vinti, mentre i finali re e cavallo - o alfire - contro re sono dei pareggi). Terminato lo sviluppo dei pezzi si entra nel (mediogioco), in cui ciascuno dei due, avendo attivato il più possibile le proprie forze, tenta di prendere l'iniziativa per attaccare l'avversario e conquistare un vantaggio, con catture o cambi favorevoli di pezzi; continuando ancora, la serie di catture fa diminuire sempre più il numero dei pezzi sulla scacchiera finché i due re non possono più contare su una protezione sufficiente e devono entrare in gioco in prima persona (finale di partita).
La fase di apertura può seguire alcune linee di sviluppo note come "aperture" e che si sono dimostrate efficaci, già studiate e codificate in letteratura: queste possono guidare il giocatore nello sviluppo dei pezzi fino ad un certo punto del gioco, oltre il quale deve proseguire da solo, sfruttando il vantaggio di posizione ottenuto grazie al tema strategico dell'apertura scelta. Nel mediogioco invece predomina la tattica: in questa fase si sfruttano sovraccarichi, scalzamenti, forchette e inchiodature, allo scopo di costringere l'avversario a scambi di materiale svantaggiosi o a cedere terreno. Durante il finale i temi principali sono gli scacchi ai re e le promozioni dei pedoni rimasti.
A fronte di questo svolgimento ordinato e lineare della partita, si possono, invece, verificare delle combinazioni, cioè delle brevi e brillanti serie di mosse che sfruttano debolezze non evidenti dello schieramento avversario e che possono portare ad uno scaccomatto improvviso o a delle perdite di materiale tanto pesanti da compromettere la partita per chi le subisce; una classica combinazione è lo scaccomatto del barbiere, terrore dei principianti.
[modifica] Strategia
Una partita può svilupparsi in molti modi: esistono però certi tratti caratteristici delle posizioni, benefici per il proprio gioco e dannosi per quello dell'avversario, che è bene conoscere e, se possibile, ottenere per sé.
[modifica] Il controllo del centro
L'importanza strategica del controllo del centro negli scacchi si basa sul fatto per cui tutti i pezzi che vengono posizionati nel centro della scacchiera hanno grandi possibilità di movimento e possono essere usati con efficacia. Un pezzo al centro controlla più case di quanto non faccia un pezzo periferico. Per controllare il centro basta piazzare alcuni pedoni ben sostenuti dagli altri pezzi, stando attenti a non creare pedoni isolati o doppiati, anche se a volte i pedoni doppiati possono dare alcuni spunti strategici maggiori. I pedoni nelle colonne c ed f sono utili per sostenere l'avanzata dei pedoni centrali e possono essere usati per aprire le linee, qualora convenisse attaccare l'avversario al centro.
[modifica] Posizioni aperte e chiuse
A seconda di come si è svolta l'apertura del gioco si può avere, nel mediogioco, una posizione aperta o una posizione chiusa: si dice aperta una posizione con pochi pedoni centrali, diagonali libere e almeno una colonna sgombra da pedoni. Una posizione aperta, come si può immaginare, porta ad uno scontro violento con catture e scambi di pezzi continui: in genere le partite con posizioni aperte sono brevi ed arrivano rapidamente al finale.
Una posizione chiusa, viceversa, è una posizione in cui i pedoni sono ancora quasi tutti presenti sulla scacchiera ed hanno una struttura molto forte: questo rallenta le manovre dei due giocatori e li costringe ad una partita difensiva o comunque caratterizzata da lunghe manovre, che può diventare anche molto lunga.
[modifica] Tattica
In una specifica fase del gioco, posto che i giocatori non siano principianti e che non commettano errori grossolani come lasciare pezzi indifesi o perdere molto tempo nello sviluppo, per ottenere un vantaggio sull'avversario è necessario scardinare le difese che proteggono il re o almeno i punti chiave del suo schieramento. Per questo scopo si usano una serie di temi standard che ricorrono in molte partite.
[modifica] Forchetta
E' l'attacco contemporaneo su due pezzi nemici con una sola mossa. Una forchetta aumenta molto la pressione sull'avversario e lo costringe a rafforzare la sua difesa e/o a modificarne la struttura (posto che sia un buon giocatore e non lasci pezzi indifesi). Per questo tipo di attacchi si usa spesso il cavallo, che può attaccare gli altri pezzi senza esserne attaccato a sua volta. La forchetta è particolarmente efficace se uno dei due pezzi attaccati è il Re: l'avversario deve forzatamente riparare allo scacco, perdendo tempo prezioso e spesso cedendo l'altro pezzo all'attaccante.
[modifica] Sovraccarico
Se due pezzi nemici sotto il nostro attacco sono protetti dallo stesso pezzo (che è detto sovraccarico), è possibile catturare un pezzo gratis. Catturando uno dei due pezzi avanzati, il nemico dovrà scegliere se catturare il nostro pezzo a sua volta (lasciando indifeso l'altro pezzo, che cattureremo alla mossa successiva) o mantenere la difesa dell'altro rinunciando a catturare il nostro. In entrambi i casi avremo ottenuto un vantaggio.
[modifica] Inchiodatura
Si dice che un pezzo è inchiodato se è sotto attacco da parte del nemico e se copre un pezzo più importante di lui. Per esempio, se un alfiere nemico minaccia la nostra torre e noi muoviamo un pedone fra lei e l'alfiere, pareremo la minaccia, ma non potremo più muovere il pedone o perderemo la torre. Si dice appunto che il pedone è "inchiodato" sulla torre. L'esempio appena portato mostra una inchiodatura relativa perché potremmo comunque, se lo trovassimo vantaggioso, muovere il pedone; se al posto della torre ci fosse il Re l'inchiodatura sarebbe assoluta, perché non potremmo muovere il pezzo inchiodato in nessun caso. Si usano inchiodature per eliminare una difesa (il pezzo inchiodato non può difenderne altri) o per immobilizzare un pezzo necessario al gioco avversario. Il cavallo attacca "saltando" gli altri pezzi, per cui è impossibile usarlo per inchiodare pezzi nemici.
[modifica] Scalzamento
Accade spesso che un singolo pezzo in posizione cruciale sia attaccato da molti pezzi nemici, e che per sostenere la minaccia venga difeso da altrettanti pezzi alleati. Quando questo succede, una tattica da usare è lo scalzamento: con attacchi di disturbo su altri pezzi minori si induce l'avversario a stornare uno o più pezzi difensori su altre parti dello schieramento, affinché l'attacco al pezzo centrale, ora indebolito, e la successiva (violentissima) serie di catture non torni a vantaggio di chi attacca.
[modifica] Attacco di scoperta
Si fa un attacco di scoperta quando muovendo il proprio pezzo si apre la strada ad un altro, che libero di muoversi attacca un pezzo nemico: a volte l'avversario, concentrato sul pezzo che abbiamo appena mosso, può non accorgersi della nuova minaccia e non prendere adeguate contromisure, favorendoci. Se portiamo un attacco anche con il pezzo che abbiamo mosso si verifica un aumento della pressione offensiva simile al caso della forchetta.
[modifica] Storia
[modifica] La leggenda, le origini e l'evoluzione del gioco
Pezzi su una scacchieraLa leggenda racconta che una volta un re vinse una grande battaglia per difendere il suo regno, ma per vincere dovette compiere un'azione strategica in cui suo figlio perse la vita. Da quel giorno il re non si diede più pace perché avrebbe voluto poter trovare un modo per vincere senza sacrificare la vita del figlio, e tutti i giorni rivedeva lo schema della battaglia, ma senza trovare una soluzione. Tutti cercavano di rallegrare il re, ma nessuno ci riusciva. Un giorno venne al palazzo un bramino, Lahur Sessa, che, per rallegrare il re, gli insegnò un gioco che aveva inventato: il gioco degli scacchi. Il re si appassionò a questo gioco e, a forza di giocare, capì che non esisteva un modo di vincere quella battaglia senza sacrificare un pezzo, suo figlio. Allora il re fu finalmente felice e chiese a Lahur Sessa quale voleva che fosse la sua ricompensa: ricchezze, un palazzo, una provincia o qualunque altra cosa. Il monaco rifiutò, ma il re insistette per giorni, finché alla fine Lahur Sessa, guardando la scacchiera, gli disse: -Tu mi darai un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza, otto per la quarta e così via-. Il re rise di questa richiesta, dicendogli che poteva avere qualunque cosa e invece si accontentava di pochi chicchi di grano. Il giorno dopo i matematici di corte andarono dal re e gli dissero che per adempiere alla richiesta del monaco non sarebbero bastati i raccolti di tutto il regno per ottocento anni. Lahur Sessa aveva voluto in questo modo insegnare al re che una richiesta apparentemente modesta poteva nascondere un costo enorme. Comunque, una volta che il re lo ebbe capito, il bramino ritirò la sua richiesta e divenne il governatore di una delle province del regno.
Il gioco degli scacchi deriva da un gioco che ha origine in India attorno al VI secolo, il chaturanga: questi, secondo l'indirizzo interpretativo prevalente ha in seguito dato origine a varie forme del gioco nelle diverse regioni asiatiche (scacchi cinesi, coreani e giapponesi) e occidentali: presso i Persiani dapprima, quindi gli Arabi e infine nell'Europa medievale. Altre fonti, diversamente, attribuiscono al gioco cinese l'origine del gioco indiano. Non trascurabile è, inoltre, il probabile influsso che nell'area greco-ellenistica possano aver avuto, nei primi secoli dell'era cristiana, giochi da tavolo greci e romani sul più tardo gioco indiano.
Dall'area indo-persiana il gioco, a seguito della conquista araba della Persia, si è diffuso nella civiltà araba (dopo l'VIII-IX sec) dove conobbe uno sviluppo anche nella teoria del gioco: il primo trattato scacchistico di cui si ha conoscenza, opera di un medico di Baghdad, fu scritto nell'892. Dagli Arabi ha conosciuto una diffusione verso nord seguendo due direttrici: attraverso l'Oriente bizantino verso la Russia e la Scandinavia (dove sembra attestato prima che in Occidente) e tramite la Spagna araba, e probabilmente la Sicilia, in tutto l'Occidente europeo.
In Europa, le prime fonti risalgono all'inizio del XI secolo. Tra queste, significativi il testamento del conte di Urgel (Catalogna) che lascia alla Chiesa tra i suoi beni una scacchiera ed una lettera del Cardinale Pietro Damiani al Papa Alessandro II del 1060 in cui denuncia la diffusione del gioco. In Spagna nel XIII secolo fu redatto un manoscritto famoso Libro de los juegos che copriva "scacchi", la "tavola reale" (backgammon) e dadi, sponsorizzato da Alfonso X di Castiglia.
Dall'Europa araba il gioco si diffuse nel resto del continente, favorito anche dal successo che aveva nella cultura cavalleresca, nonostante fosse fortemente contrastato dalla Chiesa.
Inizialmente, in Europa le regole non differivano dal gioco arabo, lo shatranj, (evoluzione del Chaturanga) caratterizzato da una scacchiera senza colori e da regole che rendevano piuttosto lento lo svolgimento del gioco: la "fersa" (la donna nella successiva evoluzione) muoveva diagonalmente di una sola casella, l'"elefante" (poi "alfiere", o "vescovo" in inglese) muove di tre sole caselle in diagonale potendo saltare gli altri pezzi, i pedoni muovono sempre di una sola casella e promuovono sempre a fersa, gli altri pezzi muovono secondo le regole odierne tranne che non esiste arrocco.
Nel corso dei secoli, la necessità di velocizzare il gioco, in particolare essendo le partite giocate per scommessa, comportò progressivamente l'adozione di movimenti più veloci, soprattutto dell'alfiere e della donna, e all'adozione di regole non comuni: nel "Libro del Acedrex" scritto dal re di Castiglia Alfonso X il Saggio nel 1283, il movimento dei pezzi presenta già alcune variazioni, con la donna più mobile. Altro trattato di scacchi, il "De Ludo", scritto da un frate, Jacopo da Cessole, risale al primo XIV secolo.
Alla fine del quindicesimo secolo in Italia, o secondo altri in Spagna, vengono definitivamente fissate le regole moderne del gioco, ovvero viene creata una variante che si impone sugli altri sistemi di gioco: i pedoni avevano l'opzione di avanzare di due caselle al momento della loro prima mossa con la conseguente opzione per l'avversario di mangiarlo en passant; gli Alfieri potevano muoversi lungo tutto una diagonale libera (invece di essere limitati a muoversi obbligatoriamente di due caselle diagonali) e perdevano la possibilità di saltare la casella di colore diversa del loro colore; alla Regina era permesso di muoversi in tutte le direzioni senza limitazione di distanza, il che l'ha resa il pezzo più potente presente sulla scacchiera (prima poteva solo muoversi di una casella alla volta in senso diagonale). Esistevano ancora delle differenze nelle regole per l'arroccamento e l'esito in caso di patta.
Questi cambiamenti, nel loro insieme, hanno reso il gioco degli scacchi più suscettibile di studio profondo favorendone molto la diffusione. Da allora, in Europa, il gioco si è giocato quasi allo stesso modo in cui viene giocato oggi. Le regole odierne sono state congelate nel diciannovesimo secolo, tranne per le condizioni esatte di una patta.
Nel Cinquecento il gioco conobbe un evoluzione nella teoria, con numerosi trattati, come l'opera di Lucena, del 1497, e di Ruy Lopez "Libro de la invencion liberal y arte del juego de Axedrez", del 1561, in cui viene elaborata una teoria delle aperture, e c'è un approccio scientifico allo studio. Nel Seicento e nel Settecento il gioco conosce giocatori professionisti come Gioacchino Greco (1600-1634), e il francese François-André Danican Philidor (1726-1795) entrambi autori di trattati di scacchi.
Il modello più popolare di scacchiera ("Staunton") venne creato da Nathaniel Cook nel 1849, che venne adottato da uno dei principali
La Dama
La dama è un gioco strategico in cui due giocatori si confrontano su un tavolo di gioco. Ogni giocatore partecipa con un set di pezzi colorati uniformemente, posti sulle caselle scure del tavolo nelle prime tre righe della propria parte di tavolo.
Nell'immagine, la disposizione delle pedine, dal punto di vista del giocatore nero.
Il tavolo da gioco puòvariare in dimensioni, quello in cui giocherete misura 8x8 caselle e utilizza 12 pezzi per parte, ma ci sono variazioni molto popolari che vedono un tavolo 10x10 o anche 12x12 con un numero maggiore di pezzi per giocatore. Possono variare leggermente anche le regole, principalmente quelled i cattura e di promozione di una pedina, ma tutte condividono i seguenti principi:
Regole
I due giocatori muovono alternativamente, una mossa per turno.
Ci sono due tipi di pezzi: le pedine con cui ciascun giocatore inizia il gioco, e la dama, che puòessere acquisita portando una pedina nella prima riga dell'avversario.
Lo scopo è di portare l'avversario a non avere più mosse disponibili durante il suo turno. Ciòpuòessere ottenuto catturando tutti i pezzi avversari, oppure creando una situazione per la quale non esistono mosse legali per l'avversario.
Muovere i pezzi e mangiare i pezzi avversari
Nella Dama tutti i pezzi muovono solamente in direzione diagonale sulle caselle scure del tavolo di gioco.
Eccetto per i casi speciali elencati di seguito, tutte le pedine possono muoversi e catturare solamente in direzione dell'avversario. Una pedina si sposta quindi nella casella diagonale adiacente a quella di partenza, in direzione dell'avversario.
Un pezzo puòspostarsi solo in una casella vuota.
Per catturare un pezzo e rimuoverlo dal tavolo, il tuo pezzo deve saltare sopra il pezzo dell'avversario situato nella casella diagonale adiacente, fino alla casella vuota dall'altra parte del pezzo avversario.
Se un giocatore puòcatturare un pezzo avversario nel proprio turno, deve farlo obbligatoriamente. Se puòcatturare più di un pezzo avversario, deve scegliere quale catturare.
Nell'esempio, il nero puòcatturare la pedina Bianca con entrambe le sue pedine.
Cattura di più di un pezzo avversario in un turno
E' possibile continuare una mossa di cattura saltando più di un pezzo avversario sia diagonalmente sia creando un angolo di 90° con il secondo salto, formando in questa maniera una croce, sempre che dall'altra parte del secondo pezzo ci sia una casella vuota. In questa mianiera si possono effettuare anche catture triple, ecc.
Se è possible effettuare catture multiple, il giocatore deve obbligatoriamente effettuarle fino a che non si esauriscono. In alcune versioni della Dama questa regola puòcambiare leggermente.
Fare dama
Una pedina che arriva in una casella posta sull'ultima riga del tavolo (la prima dell'avversario), viene promossa a dama e da questo momento puòiniziare a muoversi anche all'indietro. La dama si puòquindi muovere liberamente, sempre rispettando la limitazione della singola mossa di una casella in diagonale.
La dama puòessere presa da una pedina o da una dama rivale come qualsiasi altro pezzo.
Non ci sono limiti al numero di promozioni a dam ache puòessere effettuato.